Freddo. Umido. Dolore. Jack gemette, e la testa gli cadde in avanti mentre cercava di muoversi. Perché gli faceva male tutto? Cazzo, gli bruciavano gli occhi. Li aprì lentamente, uno dopo l’altro. Vedeva tutto sfuocato. Sbattere le palpebre qualche volta lo aiutò, ma non riusciva comunque a mettere a fuoco. Voleva sfregarsi le mani, però si accorse di non poterle muovere. «Che cazzo?» biascicò, provando a guardare in basso. Perché le sue gambe erano più calde di tutto il resto? Oh, era nell’acqua fino alle cosce. A piedi nudi? Un attimo, qualcosa non andava. «Ciao, Jack.» Nel sentire quelle parole dette a voce bassa, alzò il capo, la fronte aggrottata mentre tentava di capire cosa stesse succedendo. Una mano gli sfiorò la guancia, e lui sobbalzò. «Ehi, sono io.» «Fitz?» No, non Fitz.

