Capitolo XIV - Esposito «Con vero piacere!». Richard gli corse incontro, ma l'uomo rimase immobile ad aspettarlo. Il vampiro era quasi addosso all'avversario, quando questi, con uno scatto in avanti, gli piantò la katana nello stomaco. «Sei uno degli umani più stupidi che abbia mai conosciuto» lo schernì Richard. Un ghigno orribile gli deformò la faccia. Il gigante, anziché fermarsi, continuò la corsa, facendosi trapassare, da parte a parte dall'arma. Afferrò poi con tutta la sua forza le spalle del tipo e gli piantò i canini nel collo. Iniziò a bere avidamente e le ferite si rimarginarono quasi all'istante. Il corpo espulse tutte le pallottole che aveva al suo interno. Bevve fino a quando il cuore dell'assalitore non smise di battere. Si tolse la katana dallo stomaco, il pugnale dalla

