«Chi sono quelle?» chiede Jo a Chiara.
Spero che la curiosità che prova abbia un pizzico di gelosia.
«Hero ha una specie di fan-club!» risponde Chiara.
L'espressione stampata sul volto della nuova ragazza è a metà strada dall'essere un sorrisino e uno sguardo di gelosia. Come speravo!
«Beh... è un bel ragazzo!» esclama e la ringrazio sorridendo.
Vedo Tommy camminare verso di noi. Era andato al bagno. «Ecco Tommy!»
«Ragazzi, se domani mangiassimo insieme dopo la scuola?» propone lui.
Non mi sembra una cattiva idea. Potrei anche conoscere meglio Jo.
«E se, invece, andassimo al centro commerciale? Potremmo pranzare lì..» propone Chiara.
Questa idea è ancora più brillante!
Jo, con l’entusiasmo di un bambino, accetta la proposta. E anch’io.
Le restanti ore scolastiche passano velocemente e, senza rendercene conto, suona l'ultima campanella della giornata avvisandoci che le lezioni sono ormai terminate.
Questa giornata è stata molto intensa. Ammetto che la scuola mi era mancata parecchio durante l'estate.
Tutti la odiano e la vedono come una prigione oscura, ma basta circondarsi delle persone giuste per trovare la luce.
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Il sole sembra volermi bruciare i capelli scossi da una leggera brezza, le auto percorrono velocemente le strade e le foglie degli alberi si spostano indicandomi la direzione da prendere.
Arrivo fuori casa: non è nè troppo grande nè troppo piccola, è molto spaziosa!
È preceduta da un piccolo giardino che - in primavera - è colorato dai fiori.
Entro, tolgo lo zaino e vado a mangiare la pizzetta che mia madre ha lasciato per me in cucina.
Ella non è a casa. Lavora in un grande panificio e torna verso le sei del pomeriggio.
Mi butto sul divano e sento il mio cellulare squillare: è Odette, la mia ex ragazza.
«Hey Ody» la saluto dopo aver risposto alla chiamata.
«Ciao Hero» risponde. Sembra giù di morale.
«Come mai hai questa vocina sottile? Sei triste?»
«Mia nonna è stata appena portata via in ambulanza...» dice. Sta piangendo.
«Cosa le è successo?»
«Non lo so» singhiozza «aveva in mano due buste della spesa e stava tornando a casa mentre io pattinavo in strada... È caduta all'improvviso e non si è più ripresa».
Che triste avvenimento! Mi dispiace molto per lei. «Oh Ody, mi dispiace tantissimo. Tu come stai?»
«Sto malissimo». Ora piange.
Ha bisogno di me, dice che solo io posso capirla, forse è per questo che ha deciso di chiamare me. «Dove sei?»
«Sono sola a casa, i miei sono in ospedale. Perché?»
Mi alzo bruscamente dal divano. «Prendo i pattini e arrivo».