Sono felice. Andrea non sapeva cosa rispondere e io non ho agito in preda alla rabbia.
Torniamo in classe e - guardando il paesaggio di campagna fuori dalla finestra - mi accorgo che sta piovendo. A settembre!
Non ascolto niente delle lezioni successive, riesco solo a pensare a Jo: l'uscita al centro-commerciale, il ballo sul tetto della casa in spiaggia e il primo momento in cui l'ho vista; le è bastato un primo sguardo per far in modo che io non dimentichi i suoi occhi color azzurro cielo.
Ha sempre avuto un viso familiare, come se l'avessi già incontrata prima.
E poi ripenso a quando mi ha detto di stare lontani.
«Tu e Jo avete litigato per caso?» mi chiede Chiara.
Sbatto velocemente le palpebre. «Perché me lo chiedi?»
Fa una risatina, poi aggiunge: «La stai fissando da una decina di minuti e lei non ti ha rivolto la parola oggi, cos'è successo?»
«Lei vuole che stiamo lontani»
Chiara spalanca gli occhi per l'incredulità. «Perché?»
«Odette...»
«Cos’ha fatto stavolta?»
«Ha detto a Jo alcune cazzate su di me e...»
«Hai chiesto ad Odette il motivo per cui l'ha fatto?»
«No, sua nonna è morta e non voglio farle altri dispiaceri» ammetto.
«Sei troppo buono, Hero» risponde lei. «Ma chiarite questa faccenda perché Odette non ha diritto di farti passare per quello che non sei».
Ha ragione. «Sono d'accordo con te, le parlerò il prima possibile».