29 - CHIARA

252 Parole
Vedo arrivare Andrea. Farà sicuramente incazzare Hero. «Cazzo Chiara! Ne approfitti dell'assenza del tuo ragazzo per abbracciarne un altro?» «Va via Andrea» dico staccandomi dal mio migliore amico. «State piangendo? Che carini» dice con un velato sarcasmo. È odioso! Andrea dimentica la maturità a casa prima di andare a scuola. Asciugo le lacrime. «Cosa vuoi?» «Stiamo organizzando una partita di calcio e ci serve un altro giocatore» spiega lui. «E allora?» chiedo. «Giocano i fighi della scuola e, anche se l'idea non mi va a genio, Hero sarebbe ideale» ammette. «Per avere pubblico». Cosa? Hero non ha mai tirato un calcio a un pallone in vita sua. Odia il calcio. Hero scuote il capo. «Io non credo sia una buona idea» Le labbra di Andrea formano un sorrisino insopportabile. «Perché?» Hero sospira. Andrea vuole metterlo in difficoltà. Poi Hero risponde: «Io non ho mai giocato a calcio. Non mi piace» «Ah, dimenticavo che ti senti a tuo agio solo con calzamaglia e scarpette da danza classica» «Andrea, ti consiglio di andartene». In queste situazioni Hero non è bravo a mantenere la calma. «Dice sul serio, non è un buon momento. Vattene via» intervengo. «Perché dovrei andare via? Io non ho paura di due ballerini. La danza è per ragazzine viziate, il calcio è uno sport da ragazzi!» Sbuffo. «L'umanità non andrà avanti se tutti la pensano come te». «Non credi sia ora di eliminare questi stereotipi?» si limita a dire Hero. Andre non risponde. «Andiamo, Hero» gli dico e torniamo in classe.
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