28 - HERO

298 Parole
Guardo l’ora sullo schermo del cellulare: 10:00, ora di merenda. «Chiara, ti va di venire con me alle macchinette?» le chiedo. Voglio scoprire cosa è successo tra lei e Chris. «Certo» risponde e - dopo aver chiesto il permesso al prof - usciamo dall'aula. Inserisco le monete e digito due volte il numero 27. «Perché Chris ti ha... fatto quello che ha fatto?» le chiedo. Posso sembrare invadente, ma lei è una persona fantastica e non merita che le venga fatto del male. «Non preoccuparti...» «Non voglio che ti tenga tutto dentro, bisogna parlare!» dico. Esita prima di rispondere, poi mi spiega: «Ricordi quando guardavamo il tramonto? Ti ho detto che io e lui avevamo litigato». «Continua». «Chris voleva che uscissi con lui, invece ho preferito vedere te. Quando mi hai accompagnata a casa, lui è venuto a trovarmi e... abbiamo litigato. Ed è finita con lui che mi tira un pugno e va via» Il fiato mi si blocca in gola. È anche colpa mia! Fatico a respirare. «Mi dispiace, il fatto che sia anche a causa mia mi distrugge e... Mi dispiace...» «Hero!» mi interrompe. «Non è colpa tua... È mia. Io non ho voluto uscire con lui. Io ho preferito vedere te. Io ho meritato quel pugno in faccia!» Rimango scioccato dalle sue parole. «Ma che cazzo dici?! Credi davvero di essertelo meritato?!» esclamo con tono di voce troppo alto. Abbiamo entrambi le lacrime agli occhi. Restiamo l'uno di fronte all'altro e ci abbracciamo. «Non dire mai più che meriti di essere trattata così» le dico. Sento il suo profumo, quello che le ho regalato per il suo compleanno. «Ti voglio bene, Hero» sussurra. «Anch'io Chiara... Non sai quanto!» Ci sentiamo più uniti che mai e quest'abbraccio sembra non voler finire. Ed è meglio così.
Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI