I.Mesi e mesi prima Christopher Tietjens aveva sperato con tutto il cuore che la sua testa venisse spianata da un particolare spruzzo di calce. Qualcosa in fondo alla mente lo portava alla convinzione che, se la sua testa – e ovviamente il resto del suo tronco e gli arti inferiori – fossero sospesi da un processo di levitazione sopra quella passerella su cui si trovavano, ora, i suoi piedi, si sarebbe trovato in una sfera inviolabile. Queste ondate di convinzione ricorrevano di continuo: guardava costantemente di lato e in alto in attesa di quello spruzzo: aveva la forma della cresta di un gallo ben in salute; luccicava, con cinque dentellature, nella luce appena sorta che illuminava il sottile canale scoperto del declivio scavato nella ghiaia. Una mezza luce umida, che filtrava appena; pi

