Capitolo 6: rimango qui

1165 Parole
Celine's Pov Andai a casa, in fretta e furia sistemai la mia valigia, il volo l'avevo già prenotato, tutto era sistemato ed ero pronta a partire. Iniziai ad avere fame, mi ricordai che non avevo toccato cibo da un bel pò, così mi preparai qualcosa al volo. Molto poco salutare ma non avevo molto tempo da dedicarci. Pensavo e ripensavo alle parole di Justin, non la smettevano di ronzarmi in testa. Dovevo davvero credere a quello che diceva o erano solo delle menzogne? Diceva che gli ero mancata e che mi aveva aspettato con pazienza, ero alquanto confusa. Decisi di rimandare quei pensieri a un'altro giorno, ora dovevo sistemare le mie cose e il lavoro per la nuova vita a New York, non potevo pensare a Justin. Presi i bagagli, andai a salutare mia madre e andai. -Torna presto tesoro- mi urlò dietro -si mamma!- Dissi a mia volta mentre uscivo e chiudevo la porta alle mie spalle. Justin's Pov Decisi di andare a casa di Celine a parlare con lei, una mossa piuttosto azzardata ma non me ne importava niente, doveva ascoltarmi, dove senitre cosa avevo da dirle fino in fondo e non poteva continuare a scappare. Ero sicuro che in fondo al suo cuore lei ci teneva ancora, nonostante si ostinava a fingere il contrario. Cercava in tutti i modi di nascondere le sue debolezze, era così carina mentre tentava di farlo. Arrivai davanti alla porta di casa sua e feci un respiro profondo. Bussai e dopo qualche secondo mi venne ad aprire la porta sua madre -sto cercando Celine, è in casa?- mi guardò e sorrise -no tesoro è appena partita, tra quattro giorni sarà di ritorno, è qualcosa di urgente?- Quattro giorni? Lei non tornerà più, l’aveva detto lei stessa. Sospirai, ero venuto per salutarla prima di tornare da mio padre. Quella mattina avevo prenotato un volo per l’Australia, il primo era tra quattro giorni. Decisi di lasciarle un messaggio. Justin: Buona fortuna per il viaggio, buona fortuna per la tua vita. Andai a casa e appena mia madre seppe del mio ritorno a Sidney, si mise a urlare e piangere, io non potevo restare a NY, ero tornato per una cosa sola e ora non ne era valsa la pena. Celine's Pov *L'aereo sta per atterrare, preghiamo i gentili passeggeri di tenere le cinture allacciate e di stare seduti alle proprie postazioni. Grazie* Che noia... presi il mio telefono e notai un messaggio da Justin: Buona fortuna per il viaggio, buona fortuna per la tua vita. Per la mia vita… per mia sfortuna tornavo tra quattro giorni e lo rivedevo. Mi misi a ridere da sola, ricordandomi che era ancora in corso la mia bugia su LA. Ci aveva veramente creduto. Celine: Per la mia vita? Digitai in fretta e misi via il telefono, stavamo atterrando e non riuscivo a continuare a guardare lo schermo, mi veniva la nausea. L'aereo atterrò, misi il telefono in tasca e scesi. Finalmente dopo un lungo e stancante viaggio arrivai a Los Angeles. Andai dalla mia vicina di casa per riprendermi Max, appena mi vide mi saltò addosso scompigliandomi i capelli. Quanto mi era mancato. Ringraziai la mia vicina e andai a casa, mi buttai a peso morto sul divano e mi addormentai. -Davvero signorina? Vuole trasferirsi a New York?- mi disse il direttore dello studio fotografico. -Sì, ho dei problemi familiari- dissi io -capisco, senta un po', che ne dice se trasferissimo il suo lavoro nel nostro studio a New York?- Appena disse quelle parole volevo svenire, avevo paura di perdere il lavoro, invece ora era molto più comodo. -Grazie mille! Non so davvero che dire! Non so come ringraziarla!- dissi felicissima -Si figuri se posso permettermi di perdere una fotografa professionista come lei- Uscì dallo studio al settimo cielo, corsi a chiamare mia madre per darle la fantastica notizia. *3 giorni dopo -Andiamo Max si torna a casa!- Passai a ringraziare e salutare la mia anziana vicina e andai in aeroporto. -Mi dispiace Max ti devo mettere qui dentro, tu viaggi con gli altri animali- lo poggiai vicino alle valigie e raccomandai alle hostess di trattarlo bene, più che raccomandazioni le minacciai. Dopo lunghe ore di volo arrivammo all'aeroporto JFK di NY scesi con le mie valigie e all'interno mi consegnarono Max -ti hanno trattato bene?- Lo coccolai per bene, lui saltellava dalla gioia di vedermi. Uscimmo da lì, presi un taxi e andai a casa. Justin's Pov Avevo appena finito di fare le valigie, stavo finalmente per tornare a casa. Notai sulla scrivania una foto che mia madre aveva lasciato e la guardai, eravamo io e Celine su un'altalena. *flashback -Justin cado!- urlò lei cadendo dall’altalena, ero vicino a lei, riuscì ad afferrarla prima che toccasse il suolo -ti salvo io!- *fine flashback La gettai per terra e presi la mia valigia, scesi di sotto per salutare mia mamma, la trovai seduta in salotto, piangeva, cercò di convincermi a restare ma avevo preso la mia decisione, le avevo promesso che sarei venuto spesso a trovarla. Passai davanti alla casa di Celine e mi chiesi se dovevo fermami a salutare sua madre, volevo essere educato dopotutto mi ha sempre voluto bene come un figlio. Bussai alla porta due o tre volte ma nessuno aprì. A quel punto feci per andarmene quando la porta si aprì. -Justin? Dove vai? Perché quelle valigie?- Mi voltai sentendo la sua voce, -Celine?! Che ci fai qui? Non eri partita?- Dissi confuso -sì… per quattro giorni, sono andata a prendere il mio cane e le mie cose, ora vivo qua a New York- Alle sue parole qualcosa dentro di me si accese. Era una strana sensazione, emozioni che non provavo da quando ero bambino. Involontariamente mollai le mie valigie e l'abbracciai. -Justin cosa fai lasciami!- Si dimenò e la lasciai, ero sconvolto -pensavo te ne fossi andata, che non saresti più tornata, me ne stavo andando pure io- indicai la mia valigia. Celine's Pov Si era creata una situazione alquanto imbarazzante, ero molto confusa. -No non me ne sono andata, non sono come te- Dissi abbassando lo sguardo, se ne accorse e mi tirò su il viso con le dita. -Hey non mi toccare!- Lo allontanai da me. -Che ti succede? Non capisco perché tu continui a ignorarmi, non capisco perché mi odi. Ora sono qui, tu e io siamo qui uno davanti all’altro, smettila di comportarti come una bambina, ciò che è successo in passato può cambiare ora- disse alzando un po' la voce -facile dire io sono qui! Ma durante questi otto lunghi anni non eri qui! E poi io non ti odio, dovresti solo capire la mia situazione- Dissi e sbattei la porta andando in camera mia. Justin's Pov Ero felice che non se ne era andata via. Resterò qui per lei, non me ne andrò. Tornai a casa, mia madre era stupita e senza parole. Lei era confusa più di me, ma di una cosa ero certo, non l'ho mai vista così entusiasta.
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