54 Dopo cena, Alessandro Pace, seduto sulla poltrona preferita, si dedicò alla lettura di un libro. Ai suoi piedi Camillo era intento nelle grandi pulizie del manto. Pace lesse un po’ deluso qualche capitolo di un romanzo osannato dalla critica, poi chiuse il libro e accese la radio. Stavano trasmettendo un concerto. Doveva essere appena iniziato, perché delineato dalle trombe, dai violini e violoncelli, riconobbe l’empito espressivo e doloroso della Marcia Funebre: la quinta sinfonia di Mahler. Chiuse la luce per meglio concentrarsi e per più di un’ora rimase in ascolto. Nel finale, dove tutti i mezzi orchestrali sono impiegati con effetti imponenti, Pace si scosse alzandosi. La musica si era fatta nuovamente cupa, tragica e disperata e si concludeva in un totale pessimistico presagio d

