Capo 8 Si voltò verso Valentino e tristemente sussurrò, guardando il suo orologio: «Abbiamo minato tutti i ponti di legno e di ferro sull’Isonzo. Gli artificieri sono pronti e tra poco salteranno tutti». Le esplosioni seguirono la sua voce. «Gente puntuale!» commentò amaro, sbuffando il fumo. «Ma io dovevo minare questo. Non ci sono riuscito, sono scappati tutti. Dopo i nostri, i tedeschi passeranno di qui e taglieranno fuori tutta la riva destra!» Il suo sguardo era fisso negli occhi di Valentino: lo stava soppesando. L’Aiutante di Battaglia si mosse verso gli scaffali con aria indaffarata. «Scordatelo, tenente!» pensò forte. Fuori del magazzino un rumore di motore sovrastava il frastuono di soldati e mezzi in fuga. Una frenata. Valentino l’avrebbe riconosciuta tra mille modelli.

