10 Zeke “Stronza” mormorai sottovoce. Chi si credeva di essere per trattarmi ogni volta come se valessi meno del letame che aveva sotto gli stivali? Mi ero costruito una carriera nell’esercito, avevo una reputazione inattaccabile, ero rispettato e benvoluto da tutti. Potevo dire di essere circondato da amici veri e, se fossi stato dell’umore, mi sarebbe bastato schioccare le dita per farmi piovere addosso una pioggia di donne. Ero soddisfatto degli obiettivi che avevo raggiunto, dell’uomo che ero. Eppure, erano bastate poche parole da parte di quella stronza senza cuore per farmi sentire in difetto. Ogni volta che mi chiamava sceriffo, mi si accapponava la pelle. Era peggio di un insulto, peggio persino di unghie su una lavagna. Come essere schiaffeggiato in pieno viso un’altra volt

