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2036 Parole

C’era una riverente delicatezza nel suo tocco, che sapeva incantarmi ogni volta. Aveva, però, anche il torace nudo e i pantaloni ancora addosso, con tanto di cinturone e pistola. Il mio sguardo fu attratto dai suoi pettorali ben definiti, dalla peluria scura che si diradava sul ventre piatto, fino a quella striscia che dall’ombelico arrivava al suo membro. Mi leccai le labbra, ansiosa di fare l’amore con lui. Zeke, però, socchiuse gli occhi, sbadigliò e mi accorsi che era esausto. Allungai una mano verso il suo viso, affondai le dita nella sua fitta barba e il verso di piacere che ne ricavai raggiunse il mio sesso pulsante, prima delle mie orecchie. Era uno di quei risvegli erotici che adoravo e che per anni avevo sognato, mio malgrado. “Hai finito per stanotte?” “Stamattina, vorrai dir

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