24 Zeke Mentre salivo tre alla volta i gradini delle scale ed entravo in ufficio quasi saltellando, mi sentivo eccitato come un bambino in un negozio di caramelle. Finalmente avevamo una pista che non solo prometteva bene ma che, lo sapevo per istinto, non ci avrebbe delusi. Purtroppo, era un tipo di eccitazione molto differente da quella che Hannah sapeva suscitare in me. Ero terribilmente dispiaciuto di averla lasciata da sola, per di più ammalata, nel mio letto. L’avevo vista pallida come non mai, assai prostrata da quel malore improvviso. E pensare che poco prima avevamo fatto l’amore e non mi ero accorto di niente! Forse ero stato un egoista, dal momento che non avevo perso tempo a sdraiarmi accanto a lei, prima per osservarla dormire beata, poi per amarla con tutto me stesso.

