CAPITOLO VENTISETTE

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CAPITOLO VENTISETTE Più ci avvicinavamo a Persepolae e più rifugiati affollavano la Royal Road. Quelli disposti a parlare raccontavano storie di negromanti e revenant che scendevano sui loro villaggi con solo il frenetico latrato dei cani come avvertimento, di uomini separati da donne e bambini. Di come i più forti venissero scel­ti per portare le catene e gli altri venissero macellati. Gli attac­chi sembravano estendersi dalla catena del Khusk fino ai confi­ni meridionali della Great Salt Plain. Tel Khalujah aveva sbar­rato i cancelli, ma ciò non aveva fermato i lich. La città era un cimitero. Il mio clan si sarebbe rintanato nelle montagne, ma non avrebbe potuto sopravvivere lì oltre l’estate. Pensai a mia sorel­la Ashraf, il volto nascosto sotto il cappuccio, i lunghi capelli mossi da

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