CAPITOLO OTTO Mi svegliai all’alba in un bagno di sudore. Avevo fatto di nuovo quel sogno, di fuoco liquido che mi scorreva nelle vene e il mare che ribolliva e Darius che gridava in agonia da qualche parte dietro di me. Era accompagnato da una furia insensata e dal bisogno di fare violenza che avevo sentito con una frequenza disturbante da quando avevo utilizzato il potere al villaggio di Karon Komai. Il retrogusto del sogno rimaneva mentre mi lavavo nell’acqua tiepida e mettevo una tunica pulita. Non sapevo cosa ci fosse di sbagliato in me. A dire il vero, non ero mai stata particolarmente gentile o mite, ma così era troppo. Era come il primo anno che avevo avuto il sangue, quando il mio umore cambiava con il vento e avevo quasi rotto la porta degli alloggi per averla sbattuta tro

