X.La casa del giudice di pace di Orcival era lunga e stretta, di modeste proporzioni: la casa di un filosofo. Tre grandi locali al pianterreno, quattro camere al primo piano, una soffitta e le mansarde, sotto i tetti, dove alloggiavano i domestici. Tutta qui. Dappertutto si vedeva l’atteggiamento spensierato di un uomo che, dopo essersi ritirato a vita privata, indifferente al mondo esterno, ha cessato di dare la minima importanza agli oggetti che lo circondano. Il mobilio, un tempo molto bello, si era deteriorato, le cose usate o consunte non erano state aggiustate o sostituite. Modanature e cornici dei massicci mobili si erano scollate, gli orologi a pendola avevano cessato di battere l’ora, la stoffa di divani e poltrone lasciava vedere qua e là l’imbottitura di crine, il sole aveva f

