Miss Fancy non era particolarmente intelligente ma aveva imparato in fretta come parlano e come si comportano le donnine allegre; e, per di più, sapeva valorizzarsi con un abbigliamento eccentrico. Il conte l’aveva conosciuta in una sala da ballo di infimo ordine dove era entrato, per un puro caso, una sera e l’aveva vista ballare una danza scatenata con un paio di stivaletti scalcagnati ai piedi. In meno di dodici ore, di punto in bianco, era passata dalla miseria più squallida a un lusso che, evidentemente, per lei andava al di là di ogni immaginazione. La mattina si era svegliata sullo sporco giaciglio di una miseranda camera d’affitto per la quale pagava dodici franchi al mese ma, la sera, si era addormentata sotto le cortine di raso di un letto di palissandro. Tuttavia questo cambia

