18 Ogni volta che chiudo gli occhi rivedo fotogrammi di quel che è successo prima. Fotogrammi di Lucia. Vedo il suo corpo pallido e appiccicoso sotto di me. Le mie mani tremanti che premono sul suo petto, mentre a fatica cerco di ricompormi abbastanza da riuscire ad aiutarla. I respiri corti, il viso flaccido e senza espressione, così diverso dal suo solitamente pieno e animato da un sorriso. Il tono piatto, ma colmo di biasimo, dell’operatore delle emergenze, che mi dice di assicurarmi che respiri e di metterla in posizione di sicurezza. L’espressione rabbiosa dei paramedici, quando entrano nella stanza e mi chiedono di allontanarmi dal corpo quasi svestito di Lucia. Ho odiato vederli mentre la toccavano, ho odiato che la vedessero così. In quel momento non aveva scelta. Era colpa

