Capitolo XXII DIARIO DI JONATHAN HARKER 3 ottobre. Poiché devo far qualcosa per non impazzire, mi dedico al diario. Sono le sei, tra mezz'ora ci riuniremo nello studio e faremo colazione - il dottor Van Helsing e il dottor Seward sono concordi nell'affermare che, se non mangiamo, non riusciremo a dare il meglio di noi stessi. E Dio sa se quest'oggi non avremo bisogno di tutte le nostre energie. Devo continuare a scrivere a ogni costo, perché non oso soffermarmi a pensare. Ogni particolare, piccolo o grande, deve venire qui registrato: può darsi che, a lungo andare, siano i particolari minuti a risultare soprattutto eloquenti. Ma la lezione, piccola o grande che sia, non avrebbe potuto rivelarsi peggiore di quel che è stata per Mina e per me. Ciononostante, dobbiamo aver fiducia e sperare

