Stavo finendo il mio racconto, quando Quincey e Godalming hanno bussato all'uscio e sono entrati al nostro invito. Van Helsing mi guardava con aria interrogativa, e ho capito quel che intendeva: conveniva approfittare della loro venuta per distrarre, se possibile, l'infelice coppia dallo stato di sconforto di cui era preda; gli ho fatto un cenno di assenso e ho chiesto ai due che cosa avessero notato o fatto. A rispondere è stato Lord Godalming: “Non l'ho veduto né nel corridoio né in nessuna delle stanze. Sono andato a guardare nello studio, dove certo era stato ma da cui era fuggito. Però, aveva...” Si è interrotto, guardando la patetica figura affranta sul letto. E Van Helsing: “Avanti, amico Arthur. Non dobbiamo più nascondere lei nulla. La nostra speranza adesso consiste di sapere

