“Ssst! Tornate a letto, va tutto bene. Uno di noi sarà qui tutta notte. Non vogliamo correre rischi!” Gesto ed espressione, i suoi, che tagliavan corto a ogni discussione, sicché son tornato a dirlo a Mina. La quale ha fatto udire un sospiro, e l'ombra, ma sì, di un sorriso, le è scorsa sul povero, pallido volto, mentre mi gettava le braccia al collo e sottovoce mi diceva: “Oh, grazie a Dio per quegli uomini coraggiosi!” Un altro sospiro, e si è lasciata ricadere sul guanciale, nel sonno. Sto scrivendo queste righe, e ancora non ho sonno, ma devo sforzarmi di chiudere occhio. 4 ottobre, mattina. Una volta ancora, durante la notte, sono stato svegliato da Mina. Dovevamo aver dormito parecchio, perché già il grigiore dell'alba incipiente faceva delle finestre lunghi riquadri pallidi, e la

