11 “Non mi ha detto che sono bella, ma è venuto in meno di tre minuti, ed è essenzialmente la stessa cosa, no?” LAUREL Sollevo le nocche, busso sulla porta di legno due volte prima di lasciare la controporta e ritrarmi. Faccio un passo indietro, lisciandomi i lunghi capelli rossi col palmo della mano libera, un sorriso incollato sul volto, le farfalle che si moltiplicano una a una alla bocca dello stomaco. Ci vogliono tre lunghi minuti perché la porta si spalanchi e il volto di Rhett appaia, avvolto nell’oscurità della casa. Cavolo, perché è così buio dentro? Stava già dormendo? Sono solo le otto e mezza. «Laurel?» Rhett preme la mano sulla controporta, aprendola un po’. «Va tutto bene?» Ha addosso una maglietta senza maniche. Lo fisso, attonita, il cervello che elabora le vision

