«Pronto?» Riconosce la mia voce? «Ehi. Sono Laurel.» «Ehi, che succede?» Sbadiglia. «Spero di non aver interrotto nulla.» Alzo gli occhi al cielo: quanto gli sembrerò stupida? È ovvio che sia a letto o qualcosa di simile. Merda. E se non fosse da solo? Pfft. Mah, è di Rhett che stiamo parlando: ovvio che è solo. «No, non hai interrotto niente.» Fa una pausa. «Pensavo uscissi stasera.» «Ero… sono uscita, voglio dire.» Continuo a farfugliare. «Siamo fuori, io e mia cugina, e le sue amiche.» Stringo le labbra. «Mi stai chiamando da ubriaca?» mi chiede lentamente, con cautela. Rido a disagio, tremando leggermente per l’effetto combinato del freddo e dei nervi. Mi stringo in un abbraccio desiderando di avere un cappotto, o almeno un maglioncino, qualunque cosa che possa allontanare i

