«Hai mai perso un incontro?» Lo sento fare spallucce nel buio. «Certo.» «Cioè, quanti?» La sua bassa risatina esce dall’oscurità, riscaldandomi dentro come caramello caldo e filante. Mmm. Gli tocco il bicipite con la punta di un dito, stuzzicandolo. «Forza, dimmelo. Ovviamente sai il numero esatto, non fare il modesto.» «Cinque.» «Cinque quest’anno?» Quando è iniziata la stagione, e quanto dura? «Non è… terribile.» Vero? «No, cinque da quando ero al primo anno.» «Cinque?» Porca puttana, tutto qui? «Sì, tutto qui.» La faccia mi diventa rossa e sono felice di essere al buio. «L’ho detto a voce alta?» «Già, l’hai detto a voce alta.» «Gesù, Rhett, è… insomma, non so niente di wrestling, ma ne capisco un po’ di statistiche ed è… wow. Cinque.» «Grazie.» C’è una console al centro de

