35. Passeggiavo sotto le volte ad arco acuto di via XX Settembre. Fumavo senza riflettere. Ormai fumare con la sinistra non era più un problema. Un po’ di più sentire con la lingua che mi mancava un molare. Ad ogni indagine perdevo qualcosa di me. Per fortuna, non la vita. Volevo la mente sgombra e sentire il fumo fare il suo dovere, dentro e fuori nell’aria. Mi interessava il vuoto cosmico, camminare a passo lento, guardarmi attorno come si trattasse di un automatismo impossibile da eliminare, senza però vedere veramente nulla. Volevo riempirmi gli occhi di immagini sfocate, di colori sovrapposti, di facce abbozzate. Volevo poter non dire qualcosa del tipo “sono certo che”. La mia volontà era di non essere sicuro di nulla, di essere un alieno appena sceso sulla terra che non ha l
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