Capitolo 30

2389 Parole

30. Una stanza spartana senza mobili. Solo due brandine una per lato e il vaso in acciaio di una toilette in bella vista in un angolo. La porta di metallo aveva una finestrella sprangata da solide sbarre e da un otturatore. Tutto asettico e impersonale. Era fin troppo chiaro che si trattava di una cella di detenzione. Sulle brande da una parte Michele Astengo e dall’altra Dalia. Erano privi di conoscenza. Anzi no, Dalia iniziava appena a muovere la testa. Si stava riprendendo da un sonno chimico prolungato. Avvertiva un dolore pulsante alle tempie. La bocca amara, il respiro faticoso. Era stordita e non capiva cosa le stesse accadendo. Ruotò lentamente il capo e con un occhio semiaperto vide Astengo prono sull’altro letto. “Michele…” riuscì appena a bisbigliare. Nessuna rispost

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