Capitolo 7

1245 Parole

7. Per quello che avevo in mente, i miei abiti stazzonati da poco prezzo, non facevano proprio al caso. Persino l’impermeabile del tenente Colombo mi avrebbe urlato: vergogna! E di certo, non mi potevo comprare un vestito nuovo. Altrimenti tutto il mio piano per tirare fino al prossimo pagamento – l’anticipo che avevo avuto era già finito nel fondo bollette – sarebbe saltato miseramente. Come il pagliaccietto bastardo che schizza fuori da quelle finte scatole regalo che daresti in testa a chi ha pensato a quello scherzo infantile. Per fortuna, il mio lavoro concede crediti verso qualcuno. Prima come poliziotto, ora come investigatore privato. Per tale ragione, mi trovavo dentro il reparto sartoria, calzoleria, parrucche e trucco di scena del teatro Carlo Felice. Un’oasi di rocchetti d

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