16. Il cinese mi fissava con gli occhi a mandorla. Non ci avevo fatto caso prima, ma avevo appeso quella foto in un punto in cui avevo l’impressione che il suo sguardo potesse arrivare in ogni pertugio del mio ufficio. Dopo anni che l’avevo osservato, o meglio, avevo guardato la sua schiena dalla finestra, ora lui in una sorta di legge del contrappasso dantesco, mi scrutava in ogni momento, in una fotografia che aveva molto il sapore di un ad perpetuam rei memoriam. Stavo comprendendo quanto fosse fastidioso essere osservati. Non ero mai stato dall’altra parte della barricata. Non almeno che io sapessi. La situazione è alquanto scomoda. Dovevo tornare per un attimo alla vecchia abitudine. Girai la poltrona e mi alzai mollemente. Puntai gli occhi sul palazzo di fronte. Ritorno al f

