Mentre lasciavano la panca entrò qualcuno in chiesa: un vecchio alto e pesante, con le spalle larghe e curve e la testa china. Quand’egli alla porta si tolse il cappello, sui capelli radi rimase ancora uno zucchetto nero. Portava un bastone, e pareva che movesse con difficoltà le gambe sotto la lunga sottana nera. Era il vecchio Vescovo Laval in persona, rimasto anch’egli bloccato dalla burrasca per un’ora e più in casa di uno dei mercanti della piazza. Cécile corse a lui, prima che egli avesse il tempo di inginocchiarsi. «Scusatemi, Monseigneur l’Ancien», ella disse rispettosamente, «se non vi è proprio di nessun disturbo, sareste tanto gentile di prestarmi venti soldi?» Il vecchio la guardò, un po’ arcigno. I suoi occhi erano grandi, chiari, ma infossati sotto la fronte. Il naso grosso

