V.

2543 Parole

V.Era il pomeriggio del giorno d’Ognissanti, e Jacques aveva salito la collina fra una bufera sferzante di neve gelata per mettersi la prima volta le scarpe nuove. Dopo essersele accuratamente allacciate, s’alzò e guardò l’uno e l’altro dei suoi amici, con un sorriso di felicità dolce e sorpresa. Egli non era certo un bel bambino, ma una bellezza l’aveva: i suoi denti di latte. Quando dischiudeva le labbra pallide, i suoi denti sembravano due file di perle vere, regolari, uguali, tutte della stessa grandezza, lucenti come le perle che hanno una tenue sfumatura di lilla. Le dure croste che formavano la maggior parte del suo cibo li mantenevano lucidi come gioielli. Cécile sperava che con la seconda dentizione non sarebbero venuti stretti e aguzzi, da scoiattolo, come quelli di sua madre. Q

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