Aveva spento il cellulare, disattivato il collegamento Internet, staccato il telefono all’insaputa dei suoi, chiuso a chiave la porta della sua camera. Non era bastato. Ci sarebbe stato sempre uno Stefano Cerruti a ricordargli che ‘hanno fatto violenza anche a me, hanno tagliato i capelli… So cosa si prova’. Sulla piccola libreria che sovrastava la scrivania c’era la fila dei libri di testo che aveva usato al ginnasio, ordinati in base al colore delle copertine. “Matteo!” gridò uno dei ragazzi in cortile. Una voce lo zittì subito, ma era troppo tardi. Dopo un rigurgito di bile che minacciò di farlo vomitare al centro della stanza, Matteo afferrò un minidizionario di latino dallo scaffale, assieme a un manuale di versioni dal greco classico, e si avvicinò alla finestra e spalancò le impos

