Non nevicava più quando Maurizio lo riportò a casa. Strappargli l’indirizzo nel dormiveglia si era rivelato più difficile del previsto. Una sola volta, Matteo gli richiese di andare alla Gotha. “Tranquillo, ci andrai presto, coi tuoi amici. Promettimi che gli farai un culo così, a quelli che hanno fatto girare le foto. È loro, tutta la colpa, ragazzo mio. Sono soltanto dei fottuti invidiosi.” “Voglio ucciderli. Tutti.” “Bravo. Così si fa.” sorrise il Lanza. Almeno non ce l’aveva più con lui. No, non l’avrebbe messo nei guai. Un paio di giorni dopo, quando si decise a riaccendere il PC e a scaricare la posta elettronica, Matteo trovò una lettera di Emilia Ottardi. Fu sul punto di cestinarla, poi vinse la voglia di godere del suo rimorso. Oh, di certo si era mangiata le dita, quando avev

