24

1071 Parole
La musa guardò sua madre. Il dolore si manifestava nei suoi occhi e la disperazione la soffocava. - Mamma, sai che ho bisogno di ispirare. - Ho permesso a te ed Eldrick di andare a cercare umani qualche giorno fa. Daria abbassò la testa, era sciocco pensare che sua madre si sarebbe persa una delle sue fughe, in fondo Helios vedeva tutto - Nessuno è apparso, madre. Abbiamo aspettato per giorni, questa foresta non veniva calpestata da un umano da secoli. - Non lascerai i limiti della foresta Daria. - La regina lasciò perdere la pazienza. - Allora morirò qui. Non è diverso da quando fui imprigionata nel tempio di Apollo. Lo schiaffo che la regina gli diede non fu riconosciuto fino a pochi secondi dopo. Daría la guardò con le lacrime agli occhi, sua madre non l'aveva mai, mai picchiata, mai. Nemmeno quando lei ed Eldrick avevano accidentalmente lasciato andare tutti i raggi di luce che avevano intrappolato le fate per giorni e avevano dato alle fiamme non solo le foreste delle fate ma anche quelle dei mortali. O quando hanno accidentalmente versato la polvere di diamante e i fiori hanno brillato per centinaia di anni creando migliaia di nuove specie tanto belle quanto pericolose. O quando hanno rubato una delle pozioni dell'alchimista, convinti che con essa la musa avrebbe ottenuto le ali, ma invece i suoi capelli sono stati il ​​colore dell'arcobaleno per alcuni decenni. O quando... beh, avevano fatto tante cose che avevano messo di cattivo umore la madre. Ma non è mai stato così male. - Madre... - Non osare paragonarmi a quei disgustosi barbari. - La regina Morinda rilasciata furiosa come Daria non l'aveva mai vista. Daría si alzò orgogliosa. - Sono mezza dea madre, che ti piaccia o no, hai sempre represso il mio lato olimpico ma ora... - Ora? - sua madre rilasciata. - Cosa farai Daria? Inizierai a comportarti come quei barbari? Andrai con loro a maltrattare i più deboli, a rubare e uccidere senza pietà? Li preferirai a noi? Daría fece un passo indietro. Non voleva scegliere, non voleva, sua madre aveva imposto l'odio agli dei dell'Olimpo praticamente da quando era nata, ma ora che li aveva conosciuti si era fatta un'opinione su di loro. E non erano come sua madre l'aveva sempre fatta credere. No, Daria non voleva scegliere da che parte stare, ma non poteva farci niente, dopotutto era metà fae e metà Olimpionica ed era inevitabile. Ha fatto un passo indietro. - Mi dispiace, madre. Seguirò il mio cuore questa volta. - Daria! - urlò sua madre, ma non si voltò. XXX Doveva correre, doveva trarre il massimo vantaggio da loro prima che le guardie la raggiungessero, cosa abbastanza difficile dato che avevano le ali e lei no, ma almeno poteva provare a mimetizzarsi nella foresta. Con loro che volano così velocemente potrebbe avere la possibilità di perderli. Si chinò più che poteva assicurarsi che i suoi capelli fossero nascosti sotto il cappuccio dell'oscurità e coprisse il suo corpo con alcune piante, era così stanca, il suo corpo stava rapidamente decadendo, se avesse continuato senza prendere ispirazione, sarebbe morta in un questione di giorni. Poteva vedere le guardie di sua madre passare davanti al luogo in cui si nascondeva e per un momento si sentì sollevata. Finché non li sentì prenderla stretta per un braccio e sollevarla. Si voltò allarmata finché non vide il suo viso davanti a sé. - Eldrick. L'elfo la guardò infastidito, molto infastidito. Non l'ho mai visto così sconvolto. - Cosa pensi di fare Daria? Per l'amor del cielo! Cosa fai? - Ha rilasciato con una mascella tesa. - Eldrick, questo è peggio del tempio. È una prigione, sembra che ogni volta che sono libero mi rinchiudono in una prigione più grande. - Daria, torna indietro. Torna da solo, non costringermi a prenderti con la forza. - Non. - Daria...- l'elfo si passò le mani sul viso esasperato, un'espressione abbastanza umana, addirittura olimpica, per lui insolita. - Eldrick, andrò con i mortali, starò bene lì, sto morendo qui, lo sai. L'elfo la guardò tristemente. Era vero, la musa era più magra, più pallida, debole, non più splendente. - Sai che devo restituirti a tua madre. - E tu sai che morirò se non fuggo presto da qui. - La musa era così triste che quasi scoppiò in lacrime. - Daria io... voglio solo che tu sia felice. - disse Eldrick, chiudendo forte gli occhi. La musa lo abbracciò forte quanto le sue braccia deboli lo consentivano. E nel cuore della notte, una lacrima sulla guancia di un elfo, brilla. - Ti vedrò di nuovo? - Chiese in un sussurro. - Si, lo prometto. Eldrick la baciò sulla fronte e la lasciò andare. Conduco le guardie dal lato opposto a quello in cui si è portata la musa e spero di aver fatto la cosa giusta. XXX Trascorse alcuni giorni vagando per la foresta oscura fino a quando finalmente arrivai nel territorio mortale, anche così, quella foresta era percorsa dai mortali nonostante non fosse più abitata da creature Fae. I suoi piedi erano pesanti come piombo e un buco nello stomaco che lui non riusciva a riempire con niente. Non poteva aspirare tutta l'aria di cui sentiva di aver bisogno, non importava quanto si sforzasse. E quando lei pensava che non ce l'avrebbe più fatta, che sarebbe morto lì, all'improvviso... sentì delle voci... risate... mortali. Sbirciò fuori, nascosta nel suo manto d'ombra e tra i cespugli, e li vide. Un paio di mortali che si divertono in una radura. L'energia iniziò a riempirla, si tolse il mantello e si lasciò avvolgere dai raggi del sole, quando credette che bastassero, fece uscire tutti quei raggi dorati, convertiti in ispirazione. Fu allora che il ragazzo smise di correre, si fermò un momento e corse alla sua borsa. Tirò fuori rapidamente qualunque cosa gli chiedesse di fungere da pergamena e penna d'oca e iniziò a scrivere. Daria sorrise. Alla fine, aveva finalmente ispirato, la stanchezza cominciò a diminuire e la gioia la invase. All'improvviso il mondo sembrava meno oscuro e il futuro prometteva bene. Dopo un paio d'ore che hanno ispirato il micidiale principiante alle arti dello scriba, Daria cadde sul muschio, senza fiato ma con un sorriso soddisfatto. Il mortale ripose le sue cose e si avviò verso casa. Daria sapeva che probabilmente il ragazzo non sarebbe tornato, ma per ora gli aveva salvato la vita.
Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI