Tamina sorrise quando il dio entrò di nuovo nel suo tempio.
- Ares, qui dietro? È che la tua recente visita ha risvegliato il tuo affetto per me così a lungo dimenticato?
Il dio non ha nemmeno risposto alla domanda.
- Dimmi Tamina, cosa sta facendo la mia musa adesso?
- Oh Ares, quell'ossessione per la musa non ti porterà nulla di buono, credimi, so di cosa sto parlando. - La dea sogghignò strizzando l'occhio.
Ares la guardò con occhi luminosi.
- Cos'hai visto?
Ares aveva deciso di non consultare mai gli oracoli, la sua breve relazione con Tamina gli aveva insegnato che conoscere il futuro ti faceva solo dimenticare il presente. Per molte centinaia di anni la dea gli aveva parlato del tradimento che avrebbe ricevuto, ma non gli aveva detto da chi, solo che sarebbe stato qualcuno a lui vicino, Ares iniziò a diffidare di tutti, tranne Afrodite, perché pensava che lei lo amava quanto lui per lei e un tradimento era impossibile. Si aspettava un tradimento sul campo di battaglia, quindi non ha combattuto come avrebbe dovuto guardandosi costantemente le spalle. Mi aspetto un tradimento da parte di altri dei, quindi lui
ha combattuto con tutti e tutto, il che ha causato in primo luogo la sua espulsione dall'Olimpo.
Diventò sospettoso e attento, estremamente attento. Così Afrodite prese la sua debolezza e ne fece ciò che voleva. Alla fine fu lei a tradirlo e il dio non fu più lo stesso.
No, questa volta doveva stare attento.
Si allontanò un po' dalla dea e si schiarì i pensieri.
- Dimmi esattamente cosa fa la mia musa.
Tamina arricciò il naso irritata. Incrociò le braccia e guardò il dio negli occhi.
- Cosa mi dai in cambio?
Ares la fissò, non aveva tempo da perdere.
- Ti lascerò mantenere la tua vita. - ruggì Ares.
- Non sei molto gentile Ares, stai attento, potrei inavvertitamente vedere qualcosa di sbagliato che ti porterà alla morte.
Il dio vide i riccioli nero carbone della dea e sentì di tirarli fuori uno per uno.
- Tamina... non esaurire la mia pazienza. - Disse in un sussurro soffocato che fece tremare la dea.
- Bene- si lasciò sfuggire rassegnata, se Ares chiedeva qualcosa la cosa migliore era che tu gliela dessi, lo sapeva meglio di chiunque altro, ricordava quando il dio le avrebbe dato qualunque cosa avesse chiesto, ma era passato tanto tempo fa.
La dea si era pentita di aver raccontato ad Ares del suo tradimento per le centinaia di anni che seguirono. Era giovane allora, non sapeva come controllare le sue visioni, lei non era stata in grado di aiutarlo di più. L'aveva perso per questo e ne aveva sofferto per tutta la vita. A differenza di Afrodite, Tamina aveva amato alla follia Ares.
Ora il dio amava di nuovo, lei, come tutti gli dei dell'Olimpo, aveva pensato che Ares avesse perso la capacità di amare, come qualsiasi altro che pensava lo avrebbe indebolito. Ma la ragazza, la musa... la Fae, aveva risvegliato il cuore addormentato del dio. In fondo, Tamina lo apprezzava.
Chiuse gli occhi e si concentrò sulla musa.
- Lei... guarda le stelle. - Aprì gli occhi e lo guardò senza vergogna. -Ti ho già detto esattamente cosa fa, ora vai.
- Non basta, dimmi di più. - chiese Ares.
La dea sbuffò, lanciando in aria uno dei suoi riccioli. Chiuse di nuovo gli occhi e sospirò. Rivide la musa, questa volta, quasi si sentì al suo fianco.
- Là... una radura...è bella...non ho mai visto niente di più bello, là...- Ella tira un sospiro di sorpresa- oh per tutti gli dei
- Che cosa? Che succede? - si liberò Ares, quasi gettandosi su di lei e scuotendola.
- Sono... fae... stanno... facendo qualcosa... non lo so... lei solo... le guarda dal basso, è bellissimo.
Ares si calmò. Sì, le fae erano bellissime, non aveva prestato loro molta attenzione a causa delle circostanze in cui si trovava quando era entrato nella foresta dei Fae ma quella foresta era piena di creature e spettacoli che, in mancanza di parole migliori, potrebbero semplicemente essere chiamato bello.
- E' una... una specie di festa, tutti cantano e ballano e... è magnifico.
Ares sorrise, poteva immaginare Daria che ballava sotto le stelle, con il suo vestito fluente e luminoso ei suoi capelli rossi come il fuoco, splendenti, semplicemente perfetti.
- Quello fa? Danza? canta? Sorriso?
- No... lei... è triste.
Ares smise di sorridere, improvvisamente era furioso. Triste? La sua musa era triste? Avrebbe ucciso chiunque l'avesse fatta soffrire.
- Come mai?
Tamina ha negato.
- È malata, sembra triste, sembra... debole. Isolato...
- Debole? Isolato?
- L'elfo è venuto al suo fianco, le ha preso la mano, vuole che balli ma lei non vuole.
Ares strinse i pugni per evitare di esplodere. Quel maledetto elfo aveva osato toccare la sua musa e voleva anche costringerla a fare qualcosa che non voleva.
- Lo ha rifiutato, se ne va...
Tamina aprì gli occhi e cadde in ginocchio, così stanca che riusciva a malapena a restare sveglia.
- Dove? Dove stai andando, Tamina? Dimmi.
- Non lo so, non vedevo più, qualcosa in quel bosco me lo impedisce... non mi sento bene.
Tamina ha perso conoscenza. Quando si è svegliata, nello stesso punto in cui era caduta, ha scoperto di essere sola.
Ares era sparito.
XXX
Il dio venne al tempio di Apollo, odiava doverlo fare ma era ora di parlare con il patrono delle Muse.
- Apollo!
Il dio uscì per salutarlo, indossando una veste blu brillante e la sua stupida corona d'alloro che lo faceva solo sembrare più effeminato del solito.
- Fratello... che sorpresa vederti qui...- disse Apollo a malincuore. - Cosa c'è in offerta? Vieni a derubare un'altra delle mie muse?
Ares sorrise, adorava vedere il volto di Apollo quando sapeva di essere stato sconfitto.
- In realtà, è per via di Daria che sono venuta qui oggi...
- Cosa c'è che non va con lei? - chiese Astro cercando di non sembrare preoccupato.
- Questo è quello che voglio sapere, ha detto che... sarebbe stata felice solo se... tornassi nella foresta, la prendessi... e adesso Tamina mi dice che non lo è e che... lei sembra malata
Apollo si accigliò e incrociò le braccia.
- Tamina? Sei andato con Tamina a scoprire di Daria?
Ares si massaggiò la barba, pensando a quanto fosse ridicolo.
- Dimmi solo Astro, sta bene o no?
- Perché ti interessa Ares? Daria se n'è andata, finalmente è libera, hai vinto tu, lasciala adesso...
- Non! - sbottò Ares - lei... è infelice nella foresta dei Fae... e...
- E cosa farai, eh? Se scopri che non la trattano bene lì se scopri che è infelice perché non si lasciano ispirare se si sente isolata perché tutti in quella foresta la considerano una traditrice per aver protetto un dio. Cosa farai?
Ares lo guardò con gli occhi socchiusi, non sapendo se fosse vero se la sua musa era così infelice.
- Vado a prenderla.
- Non puoi farlo.
- Non mi dirai cosa fare. - sibilò Ares.
- No, letteralmente non puoi Ares. I Fae... non li troverai, non se non vogliono essere trovati. Non c'è nessuno come loro da nascondere. Inoltre... se... nel caso remoto la trovi... Zeus... lui... per qualche motivo è ossessionato da lei. Non sarai al sicuro qui, non sarai felice; Non lo era prima. Perché dovrebbe essere adesso?
- Ora è diverso... prima... non mi aveva...
Disse questo più a se stesso e lasciò il tempio di Apollo verso la foresta dei Fae.