12. La chiamata Il mio sonno fu improvvisamente interrotto dal cellulare che squillava. Erano le due di notte e qualcuno mi stava chiamando: Claudio. Feci appena in tempo a prendere in mano il telefono che quello smise di squillare. Pensai di richiamarlo, ma lui fu più veloce. Mi arrivò un suo messaggio. C’era scritta una sola parola: corri. Mi bloccai. Sbattevo le palpebre, cercando di capire e di riflettere sul da farsi. Non aveva senso. La cosa più logica sarebbe stata quella di chiamarlo per chiedergli spiegazioni. Anche perché ero stata vicina a lui per tutto quel periodo, e sapevo bene che attraversava dei momenti in cui la sua mente evadeva i confini della realtà. Ma qualcosa mi diceva di seguire il suo consiglio. Senza pensarci oltre, saltai fuori dalle coperte, mi vestii in tut

