EpilogoAnno 64 d.c. Idi di febbraio Villa La Limonaia, Capri. Il pianto squillante del figlio avuto da Calvia l’anno prima, ridestò Caio Sulpicio dai suoi pensieri. Bruscamente si ritrovò seduto nella veranda di fronte al mare, scosso da brividi di freddo. Il piccolo, precocissimo e traballante, si sforzava di correre prima ancora di avere imparato a camminare e cadeva a ogni passo, inseguito da Loto. La donna lo afferra infine, lo solleva sull’ampio seno gli copre il capo con la mano, a proteggerlo e lo conduce all’interno della villa, mormorando parole di rassicurazione. Almeno, certi gesti delle donne non cambiavano mai, pensava Caio confortato. Si nasce, si muore, ma istinti, comportamenti, qualcosa si trasmetteva ed era eterno. Era l’immortalità intermittente dell’uomo. Restava
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