XXQuartilla girellava senza meta per la casa patrizia in penombra. Erano i Saturnali e l’aria frizzava di festa. L’odore speziato dei dolci avvolgeva la casa. Caio Sulpicio sembrava buono, dolce persino, con quegli occhi cangianti scintillanti malizia. Pure, anche altri prima di lui le erano parsi buoni e si erano dimostrati non esserlo affatto. Sapere distinguere è un’arte difficile. Ma Caio desiderava conquistare la sua fiducia. L’aveva lasciata libera di oziare in quella casa dal lusso opulento, poteva mangiare cibi che la stuzzicassero, la faceva dormire con le sue ancelle favorite in una stanza deliziosa, persino con dei piccoli affreschi di amorini! Lei, Quartilla era l’unica nota stonata. Si sentiva sola, brutta ed esclusa da quei fili di attrazione che legavano uomini e donne g

