Capitolo XLIII In verità, più che dormire sonnecchiò per una mezz'ora. Dopo di che si svegliò e mi raggiunse fuori della caverna, dove nel frattempo io avevo munto le capre che tenevo nel recinto, poco discosto. Nel vedermi, mi corse incontro, e ancora una volta si prosternò ai miei piedi, profondendosi in tutti i gesti possibili e immaginabili, atti a dimostrare la sua umiltà e la sua gratitudine, e facendo una quantità di buffi gesti per attestarmi questo suo sentimento. Alla fine, come aveva fatto in precedenza posò la fronte contro il suolo e premette un mio piede sopra il suo capo; dopo di che riprese la sua mimica volta a dimostrarmi la sua sottomissione, soggezione e volontà di obbedienza, e per farmi capire che intendeva servirmi fino alla morte. Riuscii a comprendere il significa

