Capitolo XLIV Ma ora torniamo al mio compagno. Ero molto soddisfatto di lui e mi feci un dovere d'insegnargli tutto ciò che poteva tornare opportuno per renderlo utile, capace e in condizione d'essermi di appoggio; ma soprattutto d'insegnargli a parlare e a capire quello che gli dicevo. Era lo scolaro più intelligente che sia mai esistito; e per giunta sempre così allegro, così diligente in qualsiasi circostanza, così contento quando mi capiva o riusciva a farsi capire da me, che davvero era molto piacevole parlare con lui. Pertanto la mia vita cominciava ad essere veramente serena, e mi dicevo che, se avessi potuto starmene al riparo da altri selvaggi, non mi sarebbe dispiaciuto restare per sempre sull'isola. Due o tre giorni dopo il mio ritorno al castello pensai che per distogliere Ve

