Capitolo XLV

2069 Parole

Capitolo XLV Da questi presupposti cominciai a istruirlo nella conoscenza di Dio, del vero Dio. Gli dissi che il sommo Creatore di ogni cosa viveva lassù, e indicai il cielo; che Egli regnava sul mondo con lo stesso potere e la stessa provvidenza con le quali lo aveva creato; che era onnipotente, cioè che poteva darci tutto e toglierci tutto. E così, a poco a poco, gli aprii gli occhi sulla Verità. Venerdì mi ascoltava con molta attenzione, e accolse con gioia l'idea che Gesù Cristo era stato inviato sulla terra per redimerci, e di imparare il modo di pregare Dio, che riesce a udirci persino dal cielo. Un giorno mi disse che, se il nostro Dio poteva udirci di lassù, più in alto del sole, doveva essere un dio più potente del loro Benamuchi, che non viveva tanto lontano, e tuttavia non rius

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