Capitolo XLVI Quando io e Venerdì raggiungemmo un maggior grado di reciproca conoscenza e lui fu in grado di capire quasi tutto quello che gli dicevo e di esprimersi correntemente nella mia lingua, sia pure in un inglese storpiato, gli raccontai la mia storia, o quantomeno la parte che si riferiva al mio arrivo sull'isola, al modo in cui avevo vissuto e per quanto tempo. Gli rivelai il mistero (giacché tale era rimasto per lui) della polvere da sparo e delle pallottole, e gli insegnai a usare il fucile; inoltre gli feci dono di un coltello, cosa che lo rese immensamente felice, e gli confezionai una cintura munita di una guaina come quelle che usiamo noi in Inghilterra per riporvi e appendervi i pugnali; ma invece di un pugnale gli feci riporre nel fodero un'accetta, non meno efficace co

