CAPITOLO VIII Prima che la mezz'ora finisse, suonarono le cinque; la scolaresca fu messa in libertà e tutte passarono nel refettorio per la merenda. Allora mi arrischiai a scendere: il crepuscolo era ormai profondo; mi ritirai in un angolo e sedetti sul pavimento. L'incanto che mi aveva sostenuta fin allora cominciò a dissolversi; seguì la reazione e d'un tratto caddi prostrata con la faccia a terra talmente il dolore mi opprimeva. Adesso piangevo: Helen Burns non era lì; nulla mi sosteneva; lasciata a me stessa mi lasciavo andare e le mie lacrime bagnavano il pavimento. Mi ero ripromessa di essere così buona e di far tante cose, a Lowood: di cattivarmi tante amicizie, di guadagnarmi il rispetto, di assicurarmi l'affetto. Avevo già fatto progressi visibili: proprio quel mattino ero stata

