CAPITOLO IX Col sopraggiungere della primavera le privazioni, o meglio gli stenti, di Lowood diminuirono. In realtà la primavera era già arrivata: finite le gelate invernali, le nevi si erano sciolte, il vento rigido era caduto. I miei poveri piedi, piagati e gonfi fino a farmi zoppicare per la pungente aria di gennaio, cominciarono a guarire e a sgonfiarsi con la più mite brezza dell'aprile; la temperatura polare della notte e del mattino non ci gelava più il sangue nelle vene; adesso potevamo sopportare l'ora di ricreazione in giardino; a volte, nei giorni di sole, era perfino piacevole e allegra; e sulle aiuole brune crebbe un'erbetta che, rinnovandosi di giorno in giorno, suggeriva l'idea che la speranza la sfiorasse ogni notte lasciando al mattino sempre più chiare tracce dei suoi pa

