2 . DIAMOND

1113 Parole
"Andrew Davis, l'uomo che in questi anni ha picchiato e carezzato voluttuosamente me, sua figlia. Torturato fisicamente e psicologicamente mia madre e mio fratello, credendo di averne il diritto solo perché pensava di averne il potere. Ritiene che essere mio padre gli dia la libertà di decidere per me, per Samuel e Joel. Crede che essere il marito di mia madre, gli dia il diritto di picchiarla. Eppure mia madre lo ha cacciato di casa prima che io nascessi, ella che gli ha dato anche più volte occasioni di redimersi negli anni, facendolo partecipare alle feste di famiglia, come in questo momento. Ma lui ha continuato ad alzare le mani su di noi. Thomas e Joel sono dovuti andare in un collegio tedesco per non avere un'infanzia fatta di percosse, io stessa e Samuel siamo stati allontanati per queste motivo. Ma quest'uomo, mio padre! Ha preteso che io andassi in un collegio femminile per non stare a contatto con i maschi. Capite quindi a quali torture siamo andati incontro. L'uomo con cui fate affari e che vorrebbe entrare nelle vostre grazie, in realtà è un mostro che ha costretto mia madre a sposarlo con un ricatto. Con lo stesso ricatto ha abusato di lei ogni volta che dormivano insieme." Lo accusai fin quando non venne zittita da papà stesso. "Smettila." Mi urlò contro. "Mente! Lei e sua madre vogliono rovinarmi poiché ho in mano le loro finanze che non faccio sperperare." Si difese. "Le loro finanze non vengono sperperate perché le gestisco io." Intervenne Tom venendomi al fianco.. "Io ho investito nei beni immobili dei Visconti di Shaftesbury facendone salire il valore. Io gestisco le loro finanze e il loro conto." Annunciò. "Sta zitto bastardo." Mi minacciò Davis. Per quanto ci urlasse contro Thomas non si lasciò intimidire. "Cosa fai se parlo? Mi picchierai come facevi quando avevo quattro anni?" Chiese Provai un groppo alla gola. Il mio amato fratello picchiato quando ancora era piccolo. "Oppure come quando ne avevo quattordici? Sai dopo quella volta ho iniziato a frequentare corsi di autodifesa. So difendermi e meglio, non ti permetterò più di picchiare mamma e i miei fratelli." Gli disse guardando tutti i commensali. "Vi posso assicurare che quest'uomo ha solo delle piccole quote della London banks." Disse rassicurando tutti i presenti. "Oscar ed Elisabeth Davis hanno lasciato la banca al legittimo proprietario, appena saremo laureati io e Joel ne prenderemo in mano le redini. Andrew non influirà sulla vostre finanze o sui vostri investimenti." Disse prendendo una flûte per me e se stesso. "Andrew Davis si appella del nome di visconte di Shaftesbury, ma non lo è. Deve il suo tenore di vita alla rendita che gli hanno lasciato i genitori e una casa nello Yorkshire dove ha residenza. La festa che stasera vi godrete è opera nostra. Buona serata." Disse alzando il flûte in un brindisi. Anche io alzai il calice. "Santé!" Dissi chiudendo l'argomento. Ma papà probabilmente non la pensava così poiché afferrò Tom per il collo della camicia fissandolo malevolo. "Non ti permetterò di rovinare la mia serata." Lo minacciò. "Lascialo stare Andrew." Lo richiamò mia madre. Ma lui non lo lasciava. Al che mia madre ci raggiunse tirandolo per un braccio. "Lascia stare mio figlio." Disse autoritaria. Lui in risposta la fissò con il suo sguardo gelido e lasciando andare Tom la afferrò e la spinse a terra con forza. "Questa è colpa tua che non hai saputo educare questo bastardo. Puttana!" La minacciò intento a darle un calcio che fu fermato all'istante dall'intervento dello zio Pierre. Mamma intanto si era coperta il viso con le braccia per attutire il colpo che sapeva stava arrivando. "Posso aiutarla lady Cooper? Ci scusi avremo dovuto impedire che le facessero questo." Le stava dicendo lo zio Jean aiutandola ad alzarsi. Un altro, lo zio Drake, afferrò Andrew Davis per le spalle allontanandolo da noi. Avevo avuto un piano sin dall'inizio e stava funzionando. Non mi aspettavo che papà mostrasse completamente la sua vera natura e avevamo dei testimoni. Era stato incastrato proprio mentre tentava di picchiare mamma. Adesso era veramente finita. "Tutto bene? Stai bene caro?" Sentii dire. Una ragazza bionda con gli occhi verdi, le labbra leggermente gonfie e il fisico prorompente si era avvicinata a Tom, mi allontanai per non disturbare. "Portatelo fuori per favore!" Dissi dando un colpetto verso i camerieri. "Vorrei che qualcuno lo portasse via." Dissi mentre notai che Edward portava dell'acqua a mamma. La sicurezza finalmente portò via papà, mamma era circondata da Joel, il nonno ed Ebony adesso, stava bene. Samuel chiacchierava con Drake e Isaak. "Andiamo a ballare Liam?" Chiesi al mio amico. Lui mi fissò complice. "Con piacere principessa." Il giorno dopo nonostante le ore piccole andai a consegnare un ordine restrittivo alle autorità affinché tenessero mio padre lontano da me, mamma e la mia famiglia. Non volevo vederlo più. "Mamma ha anche una richiesta di divorzio in corso da anni." Dissi alla polizia. Al mio ritorno a casa trovai Drake ad aspettarmi. Aveva con sé una busta sigillata. "Ieri c'è stato caos e non sono riuscito a consegnarti un regalo." Mi disse consegnandomi una busta. Ero convinta mi avessero consegnato ieri il mio regalo. Lo ringraziai lo stesso e quando fu andato via aprii la busta. «Buon dicciottesimo compleanno, confido in te e nel tuo talento sperando che questo regalo ti faccia piacere. T.K.» Allegato c'era un assegno di cinque mila dollari! Basita lo conservai, da parte di chi era? A settembre iniziai il mio percorso universitario decidendo di iscrivermi alla London university. A differenza dei miei fratelli ero voluta tornare a Londra, avevo bisogno di stare con mamma, recuperare tutto il tempo perduto frequentando un collegio svizzero. Raven anche si era iscritta alla London university ai corsi di lingue straniere. Avrebbe studiato lingue che già conosceva con l'aggiunta del portoghese e russo cui si sarebbe concentrata. Mi sarebbe piaciuto durante quell'anno fare tante amicizie, al collegio non ero mai riuscita a legare con nessuna, Raven e sua sorella Dove, di un anno più piccola, era un discorso a parte. Eravamo nate a differenza di pochi mesi, le nostre mamme erano amiche ed eravamo praticamente cresciute insieme. Da piccola le mie vacanze contemplavano la famiglia di Raven e qualche volta di Pamela, figlia dell'amica tedesca di mamma. Il resto dei miei amici erano stati i miei fratelli, con Samuel e Chamael ero stata più legata. Fin quando a quattordici anni Chamael era scomparso. - Era stato un trauma non averlo più tra noi. - Mamma, all’epoca, mi rassicurò dicendomi che era andato a stare con la sua mamma naturale. Eppure avvertivo che qualcosa era fuori posto. Come Vanessa, la ragazza di Tom
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