3 - Diamond

1423 Parole
. Era la prima volta che mio fratello aveva una ragazza fissa e non mi sarei mai aspettata una tipa viziata e sperperona come Vanessa. Avevo avuto modo di conoscerla, poiché nel primo periodo che uscivano insieme, Tom invitava anche me e Liam durante i suoi appuntamenti. Scoprii perché mio fratello insisteva sentendolo parlare col suo migliore amico. C'era la possibilità di una truffa in banca e Vanessa poteva essere un modo per incastrare la sua famiglia. Aiutai mio fratello in quella impresa e quando ebbe modo di poter restare solo con Vanessa a casa dei suoi, gli diedi una mano. Tom non lo sapeva, ma la mamma per dormire prendeva dei sonniferi. Quei sonniferi lo avrebbero aiutato ad avere almeno un paio di ore di libertà a casa di Vanessa, facendola addormentare. Fortunatamente il piano andò a buon fine e Tom trovò tutte le prove necessarie per incastrare gli Smith. In cuor mio mi dispiaceva per Vanessa, poiché ritenevo lei non ne fosse a conoscenza della frode. Almeno la pensavo così fino alla resa dei conti a pochi giorni dal Natale. Vanessa aveva incastrato mio fratello facendosi mettere incinta, spinta proprio dai suoi genitori. Quel giorno fu importante per me, per la prima volta sentii la voce di mio padre. Non di Andrew Davis, ma di quello che scoprii in poche ore, essere il mio vero padre. Dopo aver incastrato gli smith e aver raggiunto un accordo sul quale io stessa avevo lavorato seguendo dei corsi di diritto amministrativo. Joel e Tom litigarono per la prima volta. Questo perché un certo Rafael era a Londra. Chi diamine era Rafael? Joel e Tom litigavano, alzavano la voce. Seguii la scena interdetta. L'uomo al telefono, il tipo che mi piaceva come parlava da una sola telefonata, aveva sconvolto tutti. Mamma, Drake, Tom... Thomas per bacco. Lui sempre freddo e controllato era crollato quando Joel aveva aperto bocca. E io non mi capacitavo, riuscivo solo a fare uno più uno. Ma il mio pensiero metteva insieme sciocchezze, ne ero sicura. Poi Thomas andando via, sconvolto, disse. Non chiamarlo papà. Mamma fissava ancora Joel interdetta. Drake al suo fianco la stringeva per le spalle comprensivo. Iniziai a tremare. Fu Joel a interrompere il silenzio. "Dirò a Rafael che la festa è annullata." Mi riscossi. "Aveva accettato?" Joel annuì, prese la sua giacca e se la infilò. "Dove vai?" Gli chiese mamma per la prima volta autoritaria. "Rafael mi ha invitato a un brunch." Disse. "Joel." Lo chiamò mamma, sicuramente come tutti trovava strano che Joel se ne stesse così tranquillo. "Perché non mi hai detto che hai contatti con Thomas?" Lui fermò la mano sull'asola del bottone. Io intanto cercavo di capire chi fosse Thomas. "Temevo mi dicessi di allontanarmi da lui. Sono solo mail! Mamma... io gli voglio bene." Disse sincero. Vidi mia mamma crollare. Iniziò a piangere e non ne capii il motivo. Fino a quando Tom non tornò da noi, la vide e andò ad abbracciala. "La moglie di papà non ha mai preso il tuo posto nel nostro cuore. Te lo posso assicurare." Le disse confortandola. "Quell'uomo era tuo padre!" Esclamai rivolta a Tom, sicuramente ero fuori luogo in quel momento, eppure non riuscivo a trattenermi. "Oh Dio! È l'uomo che paga l'università a me e Samuel o sbaglio? E io non l'ho ringraziato. Oh Dio, ho parlato con il tuo papà." Per me era un eroe senza conoscerlo e adesso lo avevo sentito ed era stato fantastico. Un po' meno che Joel e Thomas fossero ai ferri corti per questo. Non era nella loro natura scontrarsi! Ma sapevo che avrebbero risolto, si volevano troppo bene. Io invece avevo appena conosciuto il nostro angelo custode. Guardai i miei fratelli, ora l'uno ora l'altro. Le mie urla avevano attirato l'attenzione. "Joel vuole annullare l'invito di Natale a Rafael." Dissi. Avevo paura della reazione di Thomas. Avevo capito che se si trattava dell'altra sua famiglia, si toccava un tasto dolente, forse non voleva dei legami? Per questo ne restava sconvolto. Con sguardo interrogativo, Tom, fissò Joel. "Perché? Non può passare il Natale da solo o con una ragazza a caso." Disse invece. "Pensavo che non ti andasse." Rispose Joel abbottonando la giacca. "Ci sarà anche Isaak, come sempre. Perché non dovrebbe andarmi? Fallo venire." Disse Tom. "Cosa c'entra Raziel?" Si allarmò mamma. Tom guardo ora lei, ora Drake. "Sei seria?" Chiese Tom. "Oh anche Thomas ci vede." Disse sarcastico Joel sembrava essersi rilassato di nuovo. Io invece non capii cosa intendeva. "Anche se per Isaak è palese. Ovvio, tu e Gabriel assomigliate molto di più a vostro padre. Avete il naso di famiglia che a Isaak manca." Affermò Joel. "Gabriel ha un naso importante e non abbiamo lo stesso naso." Disse Tom. "Si è un po' più grande il suo, ma sei tu quello con il viso di Thomas. Gabe ha lo sguardo e la bocca uguali, Isaak se non lo guardi bene non sembra a parte il taglio delle sopracciglia che avete tutti e quattro in comune. In lui si nota ciò che accomuna la maggior parte dei figli di Thomas Keller." Spiegò Joel. "La mascella e la carnagione calda." Disse Thomas ormai più tranquillo. Compresi quindi che il papà di mio fratello maggiore fosse un gran bel figo. "Quindi lo sapevate?" Chiese Drake. "Anche Isaak lo sa. Sono dieci anni che ce lo siamo detti." Spiegò Tom a Drake. "Isaak ha gli stessi occhi grigio scuro di Thomas." Disse Joel indossando il berretto guardando la mamma. "Così intensi e unici, anche Gabriel e Diamond hanno i suoi stessi occhi e lo sguardo. Lo capii così da piccolo, dagli occhi." Affermò Joel aprendo la porta, cosa aveva appena detto mio fratello? Cosa c'entravo io? "Mà guarda che Rafael non somiglia a Thomas o nessuno di loro. Farò tardi." Concluse chiudendosi la porta alle spalle. Restai ferma a fissare la porta. Poi mi voltai verso mamma. "Vado via anche io. Non è il caso che resti." Disse lo zio Drake afferrando valigetta e cappotto per poi uscire. Guardai mamma che distratta stava rassettando i bei capelli biondi. Ero inebetita. "Ho gli occhi di Thomas senior?" Chiesi ai due rimasti in stanza. Tremavo per quanto avevo appena scoperto. "Mamma... Joel ha troppo occhio!" Sussurrò Tom. "I-Io!... Io non sono la figlia di Andrew Davis?" Chiesi intanto che un enorme masso si sollevava dal mio cuore. Mamma e Thomas non parlavano e io ero in attesa. "Vi prego ditemi che non odio mio padre e che il disgusto che ho sempre provato per Andrew Davis aveva una giustificazione. Vi prego!" Li supplicai. "Perché se c'è anche una sola piccola possibilità che io non sia sangue del suo sangue finalmente potrò respirare e non sentirmi obbligata a provare qualcosa di positivo verso di lui." Chiesi mentre le braccia di Thomas mi stringevano. "Se te lo confermo non pensare che sarà facile." Mi disse. "Lui sapeva di me, ma non di te, o almeno penso. Sa di me, ma è sempre rimasto dietro le quinte. Hai visto no? È più in contatto con Joel che con me che sono suo figlio naturale." Mi disse. "Mi va bene lo stesso." Sussurrai non trattenendo più le lacrime. "Tuo padre tornò per riprendermi con se." Raccontò mamma. "Tuttavia, per paura che Andrew mi potesse portare via Joel, decisi di restare a Londra. In quell'occasione venisti concepita tu." Mi spiegò in breve. "La mia perla preziosa." "Samuel invece?" Pregai per lui, che fosse il figlio di qualcun altro e non di quel mostro. "È figlio di Andrew Davis." Disse mamma carezzandomi i capelli. Fissai la mia famiglia. Poi iniziai a mettere insieme tutto. "Ho ben uno, due... sei fratelli. Tutti maschi e... Aaaaa!" Urlai prendendo a saltellare. "L'avete sentita la telefonata?" Urlai. Mamma e Tom erano scioccati. "Ho una sorella! È probabile che io abbia una sorella." Urlai contenta. Finalmente una sorella mia coetanea. "Ok calmati, tanto Mikaela è in America." Disse Thomas. Come le gemelle d'altronde. Anche loro ormai erano in America. "Micaela?" Era un nome bellissimo. "Si, la figlia di tuo padre e sua moglie Marina." Mi spiegò mamma con un filo di tristezza. Lessi nel suo sguardo il rimpianto. Se avesse seguito papà ci sarebbe stata lei al posto di Marina, io sarei stata la sua Micaela e la mattina appena sveglia mi avrebbe chiamata amore. Sospirai. "A Natale conoscerò Rafael." Dissi cercando di pensare positivo. "Così sembra." Mi disse Thomas facendo un passo indietro. "Vado a lavorare." "Io invece vado a studiare... ho dei fratelli cervellotici." Dissi galvanizzata.
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