Dov'era, dunque, Cesare? Ogni tanto, cercando domare quell'impeto dei suoi nervi, si gettava nuovamente sul seggiolone, chiudendo gli occhi, volendo calmarsi per forza: ma immediatamente le pareva che Cesare fosse già giunto, che venisse a lei annoiato delle ore perdute, e tutto lieto di trovarla sola, che le prendesse le mani, che la baciasse teneramente, e il sogno d'amore, per lei che non dormiva, aveva tutta l'ardente evidenza della realtà. Ah Cesare, Cesare, Cesare, il caro amore, dove era, dove era? Si doveva levare, di nuovo, mossa da una forza ignota, passandosi le mani sulla fronte che bruciava, scuotendo un po' la grossa treccia dei capelli neri, che le si appesantiva sul capo. In una delle sue giravolte di anima in pena, dai cristalli di un balcone vide, lontano, delle finestre

