Sei La lettera di Anna a Cesare Dias, diceva così: "Non so che nome darvi, se il vostro così fiero e così dolce, se il nome di un amico che tutto dice e nulla dice: non so se io debba scrivere qui la parola che il rispetto m'impone, o quella che più fortemente m'impone il cuore. Forse non dovrei darvi nessun nome; forse, non dovrei lottare contro questa ineluttabile volontà superiore, che mi travolge. Ma sono anche una creatura così miserabile, così priva di qualunque forza morale, che gran parte dell'anima mia è inconscia di quello che fa, e quando tento di reagire, sono già vinta? Ah, non un'ora di nobile battaglia feconda nel mio cuore! Solamente una profonda ignoranza dei sentimenti e delle cose, un cieco abbandono alle dolcezze dell'affetto, e infine la perdita di ogni pace e di ogn

