Uno Avvolta nella rosea vestaglia di morbida lana, dal gran colletto aperto e arrovesciato alla marinara, che lasciava nudo il bel collo rotondo e pallido di un pallor caldo come l'avorio, dalle grandi maniche monacali che lasciavano vedere i bei polsi rotondi e pallidi e il principio delle nude e perfette braccia, coi capelli neri rialzati sul sommo della testa, in un grosso nodo forte, con tre o quattro forcinelle di bionda tartaruga, con la fronte scoperta e la nuca scoperta, coi neri occhi nuotanti in un fluido di giovinezza e d'amore, Anna schiuse la porta della sua stanza. Aveva guardato l'ora ad un orologetto da tavolino, incappucciato di velluto azzurro e sottilmente fregiato di argento, che Cesare le aveva donato nel suo viaggio di nozze e che ella non lasciava mai: erano già le

