A un tratto, volgendosi, mentre di nuovo il sipario scendeva, ella si vide innanzi la figura di sua sorella Laura: trasalì. Una fredda e pura sorgente parve attraversasse quel paesaggio, già tinto dei più vividi colori. Laura Acquaviva, in quel nebuloso abito bianco che poco concedeva alla moda muliebre dei teatri meridionali e tutto concedeva dalla poesia alla purità, conservava quella giovanile e serena glacialità datale dai chiari grandi occhi bigi, larghi occhi senza amore e pieni di limpida luminosità, dalla trasparenza della pelle, dal molle nimbo biondo dei capelli, dalle linee tutte caste, dalla bocca fresca, simile a un fiore mai schiuso. E Anna ebbe un moto di devoto rispetto, di umiltà terrena innanzi a sua sorella, che non si lasciava tangere dalla fiamma di quell'incendio, che

