- Potessi morire, adesso... - pensò. Sentiva che sarebbe morta, così, in un divino momento, quando la passione, giovane ma forte, ancora non aveva subìto tutti i dolori, tutte le vergogne, tutte le infamie terrene: morire in pieno vigore, sì, ma in piena illusione: morire nel colmo della giovinezza, è vero, ma senza veder decadere il proprio ideale: morire, finire, amando, ma non veder finire, morire, l'amore. Anche Raul, anche Valentina, tormentati da una passione irrefrenabile e impossibile, chiedevano al Cielo di morire, in quel divino minuto d'amore. Anna, torcendo lo sguardo dell'anima da un nero avvenire, ricolmo di lotte, di incertezze, di lacrime, sentì, nel massimo minuto dell'amore, il fascino della morte. Involontariamente guardò Cesare. Egli la guardò e sorrise: ella, come se

